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PEELINGS


Migliorare e levigare la cute del volto che ha perso elasticità e tonicità è possibile attraverso i cd. peelings. Si tratta di soluzioni chimiche che vengono in aiuto ogni qualvolta a seguito di cicatrici, lesioni o malattie, oppure ancora per il semplice invecchiamento, gli strati della cute del viso risultano danneggiati.
Si distinguono peelings superficiali, peelings intermedi e peelings profondi. Rispettivamente incidendo a diversi livelli di profondità, agiscono rompendo i legami intercellulari degli strati dell’epitelio.

Per contrastare gli effetti delle rughe superficiali o delle macchie su volto e mani vi sono sostanze come l’acido glicolico, derivate degli alfaidrossiacidi.
A livello intermedio intervengono i peelings derivati dell’acido tricloroacetico, capaci di intervenire anche sulle piccole cheratosi.
Per situazioni in cui occorre rinnovare più in profondità una cute provata senza ricorrere alla chirurgia estetica più incisiva, i derivati del fenolo, usati in varie concentrazioni, risultano decisivi.
Per i peelings superficiali e intermedi non si pratica in genere alcun tipo di anestesia; per quelli profondi si interviene, invece, in anestesia locale.
Pochi minuti di trattamento ripetuti per diverse sedute sono sufficienti per le tipologie di peeling superficiali e intermedie; per quelle profondo occorre almeno un’ora, oltre medicazione.
Purtroppo alcuni postumi, in ogni caso, sembrano ineliminabili.
Si passa da un blando rossore, ad una più o meno marcata esfoliazione, a gonfiore e desquamazione.

Basterà, comunque, un po’ di tempo, per ottenere il desiderato rinnovamento di tutti gli strati cutanei. Fortunatamente, infatti, molto limitati sono gli “imprevisti” e il trattamento è considerato particolarmente sicuro.
Di certo, se delle complicanze possono sopravvenire, possono essere anche risolte. L’importante è che se ne occupi un serio specialista.

Federica Ferri

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Seno rifatto: controversie nel mondo maschile

marzo 4th, 2010 Posted in Altro Tags: , , , , ,

Il seno extralarge, alla Pamela Anderson, “gonfiato” dal chirurgo plastico all’inverosimile fino a quasi perdere la sua forma tipica, a otto uomini su dieci non piace. Il 37% degli italiani, invece, si dice indifferente contro un 23% che lo considera assolutamente più sexy rispetto a un decollete più piccolo.
Il 32% degli uomini si dichiara poi contrario alla chirurgia e prova una sorta di fastidio all’idea della sala operatoria per una finalità che non sia curativa.
Il 62% del campione, inoltre, non chiederebbe mai alla propria metà di affrontare un intervento per migliorarne l’estetica, solo un 17% misero ma galante specifica che non lo farebbe perchè lo considererebbe una mancanza di rispetto, mentre il 6,5% lo suggerirebbe e il 3% terrebbe per sè questo desiderio.

Ancora, alla domanda se un seno rifatto possa “inibire”!il desiderio, il 54% dei maschi ha risposto che il desiderio è sostanzialmente una questione di testa, il 21% che si sentirebbe inibito se la correzione fosse ostentata e quasi il 13% ammette che un seno esagerato, un corpo ritoccato troppe volte possa bloccare l’initimità e la prestazione.
Molto più severi invece se la questione dovesse riguardare la propria figlia, infatti il 65% degli uomini lo vieterebbero categoricamente, il 26% chiederebbe aiuto alla moglio in un’opera di dissuasione della ragazza e, fortunatamente, solo il 4% de papà sarebbe disposto ad affrontare la spesa per accontentare il desiderio della propria “bambina”.

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Fazio: Stop agli interventi estetici sulle minorenni

Stop ai seni rifatti per le ragazzine sotto i 18 anni. Il dal Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge che prevede il divieto di protesi mammarie per le minorenni per soli fini estetici.
Lo annuncia il ministro della Salute Fazio, sottolineando che l’obiettivo è “tutelare le adolescenti rispetto al dilagare di una inconsapevolezza diffusa sull’accesso a interventi di protesi mammarie, che comportano rischio clinico e che non possono diventare fattore di moda o di costume”.

Considerando che l’80% degli interventi (su un totale stimato tra gli 80 e i 100 mila) sono dovuti a motivi estetici con il 5% delle mastoplastiche additive che riguardano le minorenni, (solo il 20% a ricostruzioni seguite a patologie gravi).
Un provvedimento, quello del divieto di rifarsi il seno per le minorenni, che stoppa un fenomeno dilagante: occorre sensibilizzare, in particolare le giovani, al fatto che “siamo di fronte ad una vera operazione chirurgica con complicanze e rischi clinici.

Importante anche la novità del Registro delle protesi, che consentirà la piena tracciabilità del materiale usato dal chirurgo sul corpo della paziente. Attraverso un codice sarà possibile risalire al medico che ha operato, alla struttura, al numero di protesi, alla sede dell’impianto (seno destro o sinistro) e la localizzazione. Inoltre saranno usate soltanto protesi dal marchio CE, cioè garantite dalla comunità europea. In questo modo sarà anche possibile attuare programmi screening per la diagnosi precoce del tumore al seno con consapevolezza rispetto al numero delle donne impiantate in Italia, nel rispetto della loro privacy.

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