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PEELINGS


Migliorare e levigare la cute del volto che ha perso elasticità e tonicità è possibile attraverso i cd. peelings. Si tratta di soluzioni chimiche che vengono in aiuto ogni qualvolta a seguito di cicatrici, lesioni o malattie, oppure ancora per il semplice invecchiamento, gli strati della cute del viso risultano danneggiati.
Si distinguono peelings superficiali, peelings intermedi e peelings profondi. Rispettivamente incidendo a diversi livelli di profondità, agiscono rompendo i legami intercellulari degli strati dell’epitelio.

Per contrastare gli effetti delle rughe superficiali o delle macchie su volto e mani vi sono sostanze come l’acido glicolico, derivate degli alfaidrossiacidi.
A livello intermedio intervengono i peelings derivati dell’acido tricloroacetico, capaci di intervenire anche sulle piccole cheratosi.
Per situazioni in cui occorre rinnovare più in profondità una cute provata senza ricorrere alla chirurgia estetica più incisiva, i derivati del fenolo, usati in varie concentrazioni, risultano decisivi.
Per i peelings superficiali e intermedi non si pratica in genere alcun tipo di anestesia; per quelli profondi si interviene, invece, in anestesia locale.
Pochi minuti di trattamento ripetuti per diverse sedute sono sufficienti per le tipologie di peeling superficiali e intermedie; per quelle profondo occorre almeno un’ora, oltre medicazione.
Purtroppo alcuni postumi, in ogni caso, sembrano ineliminabili.
Si passa da un blando rossore, ad una più o meno marcata esfoliazione, a gonfiore e desquamazione.

Basterà, comunque, un po’ di tempo, per ottenere il desiderato rinnovamento di tutti gli strati cutanei. Fortunatamente, infatti, molto limitati sono gli “imprevisti” e il trattamento è considerato particolarmente sicuro.
Di certo, se delle complicanze possono sopravvenire, possono essere anche risolte. L’importante è che se ne occupi un serio specialista.

Federica Ferri

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Labbra e volume: un binomio raggiungibile

E’ il desiderio di molte donne e il tema ricorrente quando si parla di chirurgia estetica: il ritocco delle labbra.
Ci sono donne che aspirano ad avere labbra molto voluminose ed appariscenti, altre che pensano ad un piccolo ritocco capace di dare tono e maggior risalto ai margini delle labbra su cui poseranno il rossetto di sempre.
I metodi e i prodotti che promettono risultati da sogno sono i più diversi. Eccoli a confronto.
C’è innanzitutto la grande varietà di fillers, prodotti iniettabili che spaziano dai conosciuti acido ialuronico e collagene ai meno noti artecoll, reviderm intra, aquamid e bio alcamid.
Se i primi due hanno una durata limitata nel tempo ma comportano costi abbastanza contenuti, gli altri appaiono decisamente meno economici, ma capaci di un effetto ben più duraturo.
L’impianto solido più utilizzato è goretex: permanente e definitivo può essere inserito, però, solo nel contorno del labbro, dove rimane chiaramente “palpabile”.
La lipostruttura o lipofilling, se ben eseguita, dona un effetto molto naturale poiché riesce a riempire tutto il labbro senza evidenziare troppo il contorno.
Per chi vuole una soluzione più radicale c’è la plastica v-y che, attraverso un vero e proprio modellamento chirurgico, consente senza impianti sintetici né trapianti di tessuto, di ottenere risultati davvero sorprendenti.
Come si vede, la scelta è veramente ampia e i trattamenti sono dei più diversi.
Unico modo per non rischiare brutte sorprese è comunque affidarsi alla guida di un esperto: chirurgo plastico o medico estetico non importa, purchè si tratti di un professionista.

Federica Ferri

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