Chirurgia Estetica!

Un'altra idea CheBlog!

Intervento riuscito bene con il dottor Andrea Amico

Dottor Andrea Amico

Dottor Andrea Amico

Il dottor Andrea Amico mi ha operato al naso.
Sono perfettamente soddisfatto del dottor Andrea Amico.
Scegliere il proprio chirurgo estetico, lungi dall’essere scontato e superfluo, è un’operazione fondamentale e delicatissima.
Si tratta, infatti, di scegliere il professionista cui affidarsi, di trovare la persona che, dotata di adeguata preparazione, dovrà dispiegare tutte le sue conoscenze per cercare di farci raggiungere i risultati desiderati.
Riviste, siti internet e trasmissioni televisive oggi non sono certo carenti di suggerimenti e consigli su come rendersi più belli e/o appariscenti, recuperare giovinezza eliminando qualche ruga di troppo oppure rendere tonicità ad una pelle invecchiata per lunge esposizioni al sole.
Ringrazio il dottor Andrea Amico per l’ottimo risultato che ho ottenuto.

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COME SCEGLIERE IL CHIRURGO ESTETICO


Scegliere il proprio chirurgo estetico, lungi dall’essere scontato e superfluo, è un’operazione fondamentale e delicatissima.
Si tratta, infatti, di scegliere il professionista cui affidarsi, di trovare la persona che, dotata di adeguata preparazione, dovrà dispiegare tutte le sue conoscenze per cercare di farci raggiungere i risultati desiderati.
Riviste, siti internet e trasmissioni televisive oggi non sono certo carenti di suggerimenti e consigli su come rendersi più belli e/o appariscenti, recuperare giovinezza eliminando qualche ruga di troppo oppure rendere tonicità ad una pelle invecchiata per lunge esposizioni al sole.

Qualche indicazione sembra perciò opportuna prima di muoversi nella scelta dello specialista estetico. Dopo aver raccolto qualche nominativo, si può dare un’occhiata al “curriculum” del chirurgo. Va tuttavia evidenziato che tutti i laureati in medicina e chirurgia possono definirsi chirurgo estetico e svolgere questa professione, pertanto il titolo nulla aggiunge in merito alla presenza di specifiche competenze.
Meglio, dunque, guardare le pubblicazioni scientifiche, che ormai quasi sempre il libero professionista elenca. Poiché tuttavia queste possono riferirsi anche a riviste prive di diffusione è buona norma valutare attentamente su quale rivista compaiono i lavori e di quale argomento trattano.
La grande varietà di titoli usati ed abusati, a volte fraintesi altre oggettivamente ambigui, rendono quanto mai difficile percepire se dietro lunghi elenchi si cela un effettivo percorso culturale e professionale oppure una semplice occasionalità.
Dopo aver raccolto quante più informazioni è possibile, non resta quindi che confrontarsi direttamente con il professionista e chiarire eventuali dubbi.

Fondamentale, dopo la persona, è naturalmente anche il contesto nella quale essa lavora ed opera.
Che sia un piccolo studio o un grande ambulatorio polispecialistico, è imprescindibile che ivi si svolgano solamente quelle attività per le quali la struttura è attrezzata ed autorizzata.
Sapere, infine, che si può contare su un medico che all’occorrenza è reperibile aggiunge sicuramente una nota positiva.

Federica Ferri

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PEELINGS


Migliorare e levigare la cute del volto che ha perso elasticità e tonicità è possibile attraverso i cd. peelings. Si tratta di soluzioni chimiche che vengono in aiuto ogni qualvolta a seguito di cicatrici, lesioni o malattie, oppure ancora per il semplice invecchiamento, gli strati della cute del viso risultano danneggiati.
Si distinguono peelings superficiali, peelings intermedi e peelings profondi. Rispettivamente incidendo a diversi livelli di profondità, agiscono rompendo i legami intercellulari degli strati dell’epitelio.

Per contrastare gli effetti delle rughe superficiali o delle macchie su volto e mani vi sono sostanze come l’acido glicolico, derivate degli alfaidrossiacidi.
A livello intermedio intervengono i peelings derivati dell’acido tricloroacetico, capaci di intervenire anche sulle piccole cheratosi.
Per situazioni in cui occorre rinnovare più in profondità una cute provata senza ricorrere alla chirurgia estetica più incisiva, i derivati del fenolo, usati in varie concentrazioni, risultano decisivi.
Per i peelings superficiali e intermedi non si pratica in genere alcun tipo di anestesia; per quelli profondi si interviene, invece, in anestesia locale.
Pochi minuti di trattamento ripetuti per diverse sedute sono sufficienti per le tipologie di peeling superficiali e intermedie; per quelle profondo occorre almeno un’ora, oltre medicazione.
Purtroppo alcuni postumi, in ogni caso, sembrano ineliminabili.
Si passa da un blando rossore, ad una più o meno marcata esfoliazione, a gonfiore e desquamazione.

Basterà, comunque, un po’ di tempo, per ottenere il desiderato rinnovamento di tutti gli strati cutanei. Fortunatamente, infatti, molto limitati sono gli “imprevisti” e il trattamento è considerato particolarmente sicuro.
Di certo, se delle complicanze possono sopravvenire, possono essere anche risolte. L’importante è che se ne occupi un serio specialista.

Federica Ferri

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IL COLLAGENE


Il collagene è la proteina che, proteggendo e sostenendo i tessuti più molli e connettendoli allo scheletro, conferisce una struttura stabile al nostro corpo.
Rappresenta circa il 25% delle proteine totali, rinforza i tendini, sostiene la pelle e gli organi interni.
Addirittura per i denti e le ossa risulta fondamentale: entrambi sono, infatti, il risultato di collagene e cristalli minerali.
Attualmente esistono 14 tipi di collagene, uniti tra loro da legami di molecole molto forti che rendono questa proteina incredibilmente resistente alla tensione.
In generale durante il processo di invecchiamento della cute e dei tessuti sottocutanei, ma anche per le alterazioni della cute dovute all’eccessiva esposizione al sole, i legami tra le fibre collagene si indeboliscono.
Poiché è proprio il collagene a svolgere una funzione strutturale, i tessuti che vengono colpiti dal suo indebolimento perdono compattezza.
Ecco che allora può essere utile procedere ad un trattamento che, mediante iniezioni successive di piccoli quantitativi di collagene, restituisce compattezza ai tessuti che ne sono stati provati.

Due sono i tipi di collagene che si prestano ad essere iniettati.
Da un lato, vi è quello di origine bovina, dall’altro quello di origine umana.
Il primo, chiamato Zyderm e Zyplast, viene utilizzato in medicina estetica da ormai 40 anni. Si prepara accuratamente mediante complessi procedimenti solo a partire da derma di bovini minuziosamente scelti e cresciuti in allevamenti molto controllati.
Poiché non si tratta propriamente dello stesso tipo di materiale proteico presente nell’uomo è opportuno verificare, prima dell’iniezione, la tollerabilità del paziente.
Meno difficoltà di tolleranza si incontrano con il collagene di origine umana, che evita la necessità di test preventivi.
Conosciuto con il nome di CosmoDerm e di CosmoPlast, è un presidio sterile composto da collagene di origine umana purificato e diluito.

Il collagene viene comunemente utilizzato per correzioni del volume e contorno delle lebbra, righe d’espressione, esiti cicatriziali, esiti di rinoplastica, inestetismi dei tessuti molli, irregolarità del profilo cutaneo.

Federica Ferri

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CHIRURGIA ESTETICA DELLE CICATRICI


I risultati sono, ovviamente, soggetti, alla variabilità biologica di ciascuno, ma la microchirurgia estetica delle cicatrici si sta rivelando sorprendente per gli obiettivi raggiunti.
A causa di traumi, eventi chirurgici o più semplicemente per acne o malattie come la varicella, non è insolito notare sulla pelle brutti segni indelebili.
Sono le cicatrici che se da alcuni vengono vissute con serenità, più spesso creano disagio e imbarazzo non lasciandosi camuffare nemmeno con un buon trucco.
Sulla base della rispettiva origine si possono distinguere cicatrici lineari (in genere esito di ferite), cicatrici da chirurgia, forellini e cicatrici da acne; si distinguono in cheloide e cicatrice ipertrofica.

In generale, si tratta di un tessuto che si viene a creare sopra le ferite e che si forma ogni volta in cui sia abbia una interruzione della continuità della cute (epidermide o derma).
Per migliorare l’aspetto di questi antiestetici segni o addirittura ridurli fin quasi a farli scomparire si è la microchirurgia si è molto adoperata negli ultimi decenni.

Particolarmente efficaci si sono rivelate le terapie su cicatrici lineari, che comportano dapprima una visita specialistica nella quale si analizza il singolo caso e, dunque, la programmazione di alcune sedute con le quali si raggiungerà, in chiave progressiva, il risultato atteso.
Senza entrare troppo nei tecnicismi, l’atto chirurgico si svolge in anestesia locale.
Vengono eseguite delle micro asportazioni del tessuto danneggiato dalla cicatrice e inserite micro tessere di cute sana.
Le dimensioni estremamente ridotte in cui si opera consentono ai tessuti di evitare un ennesimo processo di cicatrizzazione.
Il tutto si definisce perciò con estrema naturalezza, senza suture o collanti chirurgici e in genere si giunge a rapida guarigione.
La pelle integra, infatti, si insinua progressivamente nella cicatrice trattata portando alla sua scomparsa definitiva.

Federica Ferri

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Liposuzione o Liposcultura del torace maschile


Arriva l’estate e con lei, la prova costume, che negli ultimi tempi sta diventado una “paura” anche per gli uomini, soprattutto perchè, l’accumolo di adipe sul torace dell’uomo può creare un certo imbarazzo, dovuto alla somiglianza con il seno femminile, e non sempre tanto esercizio e diete massacranti risolvono il problema.

La liposuzione o liposcultura del torace possono ridare sicurezza e virilità all’uomo, questo intervento elimina il grasso localizzato e definisce i pettorali dell’ uomo.
Il chirurgo, prima dell’intervento disegnerà i margini del muscolo localizzato sotto la massa adiposa, quest’operazione viene effettuata in anestesia locale assistita o in anestesia generale, la durata è di circa 40 minuti.
La liposuzione permette di raggiungere brillanti risultati, le cicatrici sono quasi invisibili (pochi millimetri).
Sarà cura del paziente manternere i risultati ottenuti; con un buon esercizio fisico e una buona dieta, si potrà mantenere nel tempo il risultato ottenuto.

Taty

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LA CHRURGIA ESTETICA DEI CAPELLI


Calvizie e diradamento dei cuoio capelluto sono processi purtroppo difficili da evitare per chi ne ha segnato il destino nel proprio patrimonio genetico.
La calvizie comune si manifesta intorno alla maggiore età ed è caratterizzata da una massiccia caduta di capelli a partire dal vertice del capo. Progressivamente i capelli cadono in tutta la parte alta del cuoio capelluto, risparmiando le zone della nuca e dei lati.
Spiegano gli addetti ai lavori che la calvizie avviene attraverso una progressiva miniaturizzazione del bulbo che, da normale, riduce sempre più le proprie dimensioni fino a produrre una semplice peluria destinata infine a scomparire.
La chirurgia estetica non ha certo dimenticato questo settore e, resasi davvero “micro”, propone oggi risultati sorprendentemente naturali.
Qualche anno fa parlare di trapianto di capelli significava parlare di una tecnica piuttosto rozza e di grandi cicatrici. Il prelievo dei capelli veniva realizzato attraverso l’asportazione di un lembo di cuoio capelluto dalla nuca lungo 10 – 12 cm. e largo 1 – 2,5 cm. cui faceva seguito la chiusura dell’incisione e l’inevitabile cicatrice esito della stessa.
La tecnica si è man mano affinata fino alla messa a punto di una soluzione veramente innovativa che, sfruttando molteplici anni di esperienza con la micro chirurgia per correggere cicatrici, evita la escissione della zona donatrice e impianta singole unità follicolari ottenendo un risultato eccezionale.
Le tre fasi dell’operazione si risolvono, dunque, in:
1) prelievo / espianto dei capelli dalla zona donatrice
2) disegno e preparazione della zona ricevente
3) inserimento dei bulbi / capelli nella zona ricevente.

Dopo aver asportato una millimetrica porzione di cuoio capelluto dalla nuca ove risiedono i capelli geneticamente più robusti, si prepara la “zona ricevente” praticando centinaia di micro fori a seconda del modello di rinfoltimento e di densità programmati. A questo punto si è pronti per l’ultima fase: i capelli vengono impiantati attraverso il posizionamento delle unità follicolari nei micro fori.
Risultato naturale, una guarigione quasi immediata e senza cicatrici sono il vero successo dell’operazione.

Federica Ferri

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Acido Ialuronico: oggi anche contro le occhiaie

Fonte immagine - flickr.com

Uno stile di vita stressante o il semplice effetto dell’invecchiamento, una dieta sbagliata o un’eccessiva esposizione al sole: queste sono solo alcune delle cause di quegli aloni scuri chiamati “occhiaie”.
Per combatterle, la fettina di cetriolo o la bustina del tè appoggiata sugli occhi sono i trucchi più utilizzati, ma per i casi più impegnativi la chirurgia estetica offre rimedi una volta insperati.
Attraverso la blefaroplastica è possibile eliminare le borse e l’eccesso cutaneo al di sotto degli occhi, ottenendo il ringiovanimento dell’intero viso ed, in particolare dello sguardo.
Per chi non vuole ricorrere ad un intervento così impegnativo c’è però la nuova frontiera dell’acido ialuronico: fino ad oggi utilizzato nel riempimento delle labbra (filler per aumentarne il volume) e per eliminare le rughe dalla fronte (le c.d. zampe di gallina), si rivela oggi “miracoloso” nel riempimento di occhiaie infossate. Naturale, ipoallergenico e soprattutto riassorbibile (fondamentale garanzia di sicurezza) l’acido ialuronico è stato plaudito nei più recenti congressi di medicina estetica quale sostanza principe e indispensabile per chiunque voglia eseguire il ringiovanimento cutaneo.
Purtroppo, il suo effetto ha una durata limitata nel tempo: se è, comunque, vero che con un trattamento di un quarto d’ora si possono cancellare le occhiaie anche di un anno intero, il rapporto costi benefici si mantiene decisamente positivo.

Il trattamento viene praticato a livello ambulatoriale da un medico estetico. Mezz’ora in tutto per fare piccole iniezioni e poi si torna alla vita di sempre… con un viso però che dimostra qualche anno in meno e tanta fresca distensione in più!
Federica Ferri

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Labbra e volume: un binomio raggiungibile

E’ il desiderio di molte donne e il tema ricorrente quando si parla di chirurgia estetica: il ritocco delle labbra.
Ci sono donne che aspirano ad avere labbra molto voluminose ed appariscenti, altre che pensano ad un piccolo ritocco capace di dare tono e maggior risalto ai margini delle labbra su cui poseranno il rossetto di sempre.
I metodi e i prodotti che promettono risultati da sogno sono i più diversi. Eccoli a confronto.
C’è innanzitutto la grande varietà di fillers, prodotti iniettabili che spaziano dai conosciuti acido ialuronico e collagene ai meno noti artecoll, reviderm intra, aquamid e bio alcamid.
Se i primi due hanno una durata limitata nel tempo ma comportano costi abbastanza contenuti, gli altri appaiono decisamente meno economici, ma capaci di un effetto ben più duraturo.
L’impianto solido più utilizzato è goretex: permanente e definitivo può essere inserito, però, solo nel contorno del labbro, dove rimane chiaramente “palpabile”.
La lipostruttura o lipofilling, se ben eseguita, dona un effetto molto naturale poiché riesce a riempire tutto il labbro senza evidenziare troppo il contorno.
Per chi vuole una soluzione più radicale c’è la plastica v-y che, attraverso un vero e proprio modellamento chirurgico, consente senza impianti sintetici né trapianti di tessuto, di ottenere risultati davvero sorprendenti.
Come si vede, la scelta è veramente ampia e i trattamenti sono dei più diversi.
Unico modo per non rischiare brutte sorprese è comunque affidarsi alla guida di un esperto: chirurgo plastico o medico estetico non importa, purchè si tratti di un professionista.

Federica Ferri

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Rinoplastica.Tutto quello che c’è da sapere

La rinoplastica è uno dei più antichi procedimenti chirurgici conosciuti. Ha come finalità la correzione di anomalie nasali estetiche o funzionali, che possono essere traumatiche, congenite o infiammatorie.

E’ uno dei più comuni interventi di chirurgia estetica e viene eseguito con svariate tecniche.

Le modificazioni della dimensione e della forma del naso si ottengono rimuovendo, adattando, modificando e riposizionando le strutture osteo-cartilaginee della piramide nasale secondo parametri ben precisi.

Nella maggior parte dei casi la rinoplastica si esegue per motivi estetici, per ridurre le dimensioni del naso, per eliminare un gibbo (“gobba”) del dorso nasale o per modificare una punta troppo larga.

In alcuni casi l’intervento assume un carattere prettamente ricostruttivo quando si ripristinano menomazioni estetiche e funzionali insorte in seguito a lesioni traumatiche.

La rinoplastica, nella maggior parte dei casi, si esegue per correggere l’ipertrofia globale della piramide nasale (un naso troppo grande); per eliminare un gibbo nasale (una gobba sul dorso del naso) o per ridurre e/o armonizzare la forma del lobulo nasale (la punta).

Tali modifiche dell’estetica devono essere ottenute da un lato, rispettando il più possibile l’aspetto “naturale” del paziente, dall’altro seguendo i canoni che regolano le proporzioni del naso e del volto.

Le tecniche più frequentemente utilizzate nell’esecuzione dell’intervento sono:

* rinoplastica per via extramucosa (intervento all’interno delle fosse nasali senza sezioni della mucosa e senza cicatrici visibili);
* rinoplastica per via intramucosa (intervento all’interno delle fosse nasali con sezioni della mucosa; senza cicatrici visibili);
* rinoplastica aperta (open) (intervento dall’esterno con incisione cutanea; tecnica limitata ai reinterventi ed ai casi in cui è necessaria una cospicua riduzione delle dimensioni e della struttura della punta).

rinoplastica per via extramucosa

E’ la tecnica più frequentemente eseguita e, allo stesso tempo, la meno dannosa per le strutture nasali.

Attraverso alle incisioni della mucosa nasale eseguite all’interno delle narici (Fig.1) si separano molto delicatamente (dissezione) (Fig.3) i tessuti molli del naso (cute, sottocute e muscoli) dalle strutture di sostegno osteo-cartilaginee (ossa nasali, cartilagini triangolari, alari e del setto).

Tali strutture costituiscono lo scheletro della piramide nasale e dalla loro forma dipende l’aspetto estetico del naso.

Operando all’interno dello spazio che si crea con la dissezione al di sotto dei tessuti molli, si possono eseguire tutte le modifiche delle strutture di sostegno necessarie per dare al naso la forma voluta. Possono essere variate sia le strutture cartilaginee che conferiscono la forma alla parte inferiore del naso e alla punta, che le strutture ossee che conferiscono la forma alla parte superiore del naso e al dorso.

Dopo l’esecuzione di tutte le modifiche volute la cute ed i tessuti molli si riadattano in modo naturale alla nuova forma delle strutture di sostegno (Fig.8).

Incisione Scollamento e modifiche delle strutture Adattamento dei tessuti

L’intervento può essere eseguito a qualunque età ( dai 15-16 anni sino alla terza età).

E’ quasi completamente indolore.

Non esistono cicatrici visibili.

La rinoplastica può essere eseguita in anestesia locale con sedazione o in anestesia generale.

E’ un intervento quasi privo di rischi (se vengono eseguiti tutti gli accertamenti pre-operatori per il rischio anestesiologico: esami del sangue; es.urine; elettrocardiogramma; radiografia del torace).

L’intervento comporta un ricovero presso la struttura di un giorno, ma si può essere dimessi anche il giorno stesso.

Dopo l’intervento compare un modesto edema del volto (gonfiore), che dura in media tre-quattro giorni e lievi ecchimosi sotto agli occhi (lividi), che durano in media sette-otto giorni.

Il tamponamento nasale può essere evitato.

Viene applicata sul naso una protezione che viene rimossa dopo sette giorni.

Si possono riprendere le proprie occupazioni in media dopo sette giorni.

Non si possono portare occhiali ed esporsi lungamente al sole per circa due mesi.

Possono essere abbinati alla rinoplastica interventi sul setto nasale e sui turbinati quando sussistono problemi respiratori.

Se la rinoplastica viene eseguita con tecniche chirurgiche adeguate non sussistono problemi nel conservare una corretta funzione respiratoria nasale.

In una percentuale del 3-4 per cento degli interventi è necessario eseguire alcuni ritocchi per correggere eventuali piccole anomalie.

I risultati stabili e definitivi dell’intervento si ottengono dopo un anno per cui, per eseguire qualunque correzione, è necessario attendere tale periodo.

Non tutte le deformazioni del naso possono essere completamente corrette.

E’ molto importante eseguire una precisa documentazione fotografica pre-operatoria per lo studio del caso e per spiegare al paziente ciò che si può fare e ciò che non si può fare.

Nello “studio del caso” e per mostrare al paziente un possibile risultato (orientativo) dell’intervento è molto utile il computer.
Le fotografie possono essere digitalizzate ed elaborate (rinoplastca virtuale-progettazione computerizzata).

Non esiste un naso teoricamente ideale. La valutazione di ciò che si vuole ottenere deve essere eseguita caso per caso tenendo conto delle esigenze del paziente, dei canoni di estetica generale, e dei parametri di armonia del volto. L’obbiettivo finale è quello di realizzare un naso il più possibile armonico con il volto; il più “naturale” possibile.

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